Fornire una definizione della personalità che possa rendere in maniera efficace la sua complessità, non è certo un’impresa facile. Un autorevole tentativo è stato fatto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1992 in occasione dell’uscita della decima edizione dell’International Classification of Disease (ICD-10). Nell’ICD-10, con il termine personalità si intende “una modalità strutturata di pensiero, sentimento e comportamento che caratterizza il tipo di adattamento e lo stile di vita di un soggetto e che risulta da fattori costituzionali, dello sviluppo e dell’esperienza sociale” (W.H.O., 1992, cap.V par. F60).

Il concetto di personalità è stato spesso erroneamente sovrapposto ai concetti di carattere e di temperamento. Con il termine carattere ci si riferisce al “complesso delle caratteristiche individuali e delle disposizioni psichiche che distingue un soggetto dall’altro” (Lingiardi, 2004, p. 40) e può essere dunque definito come quella “particolare organizzazione dinamica degli schemi comportamentali stabili di ciascun individuo, inclusi i modi di percepire il mondo e relazionarsi con esso” (Kernberg, Caligor, 2005, p. 120). Per temperamento invece si intendono “i correlati biologici del funzionamento psichico, in particolare gli aspetti più stabili, ereditati e presenti sin dalla nascita” (Lingiardi, 2004, p. 40) che costituiscono “la tendenza innata a reagire in modo particolare ad alcuni stimoli ambientali, come l’intensità, la frequenza e la soglia delle risposte affettive” (Kernberg, Caligor, 2005, p. 119).

Un’ulteriore precisazione va fatta rispetto all’identità. Erick Erikson (1968) la descrive come una configurazione unica e coerente che conferisce quella sensazione interiore di continuità con se stessi; è in questi termini che l’identità viene considerata da Kernberg come il correlato soggettivo del carattere (Kernberg, Caligor, 2005).

I tratti di personalità, somma delle predisposizioni ereditate biologicamente e dei fattori appresi dall’esperienza, possono essere invece definiti come “modi costanti di percepire, rapportarsi e pensare nei confronti dell’ambiente  e di se stessi, che si manifestano in un ampio spettro di contesti sociali e personali e che si  dimostrano stabili nel tempo” (Lingiardi, 2004, p. 40). “La configurazione che deriva dai diversi tratti di personalità che caratterizzano una certa persona” (Lingiardi, 2004, p. 40) da vita allo stile di personalità.