Dott. Simone Bomba

Dott. Simone Bomba

Psicologo - Psicoterapeuta - Psicoanalista

CHI SONO

Laureato in Psicologia Dinamica e Clinica dell’Infanzia, dell’Adolescenza e della Famiglia presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, sono abilitato all’esercizio della professione ed iscritto all’Albo degli Psicologi della Regione Lazio nella sezione A (numero iscrizione 17782). Ho conseguito la specializzazione in Psicoterapia presso la Scuola di Psicoterapia in Psicologia Psicoanalitica del Sé e Psicoanalisi Relazionale, ISIPSÉ (riconosciuta dal MIUR con decreto del 2 Novembre 2005). Ho proseguito poi la formazione con ulteriori due anni di perfezionamento clinico presso il medesimo istituto psicoanalitico, conseguendo il titolo di Psicoanalista Relazionale.

Completano la mia preparazione vari corsi sulla valutazione testologica e la diagnosi in età evolutiva, sui modelli e le tecniche di terapia della coppia e della famiglia e sulla conduzione dei gruppi. A questo si aggiunge anche una formazione specifica in psicologia dello sport.

Attualmente membro dell’Istituto di Psicologia del Sé e Psicoanalisi Relazionale, ISIPSÉ, con sede a Roma e dell’ International Association for Relational Psychoanalisys and Psychotherapy, IARPP, con sede a New York, sto proseguendo la mia formazione con l’approfondimento delle tematiche relative allo sviluppo della personalità e alle neuroscienze.

In ambito lavorativo e nella ricerca scientifica, ho iniziato ad occuparmi nel 2007 di età evolutiva e dal 2010 esercito nel campo della consulenza psicologica e della psicoterapia, maturando come terapeuta una considerevole esperienza con giovani, adulti, coppie e gruppi. In questi anni, oltre all’attività da libero professionista, ho collaborato con varie strutture pubbliche e private e con svariate figure professionali: psichiatri, neuropsichiatri infantili, medici di base, pediatri, ginecologi, ostetriche, pedagogisti, insegnanti, allenatori, dirigenti d’azienda, avvocati, assistenti sociali ed educatori. Consulente e formatore aziendale, lavoro anche come psicologo dello sport per alcune società sportive. Seguo vari progetti nell’ambito del benessere psicologico e della salute mentale prevalentemente nel Lazio ed in Abruzzo, dove collaboro con vari studi medici e legali a Roma, Lanciano e nella provincia di Chieti e Pescara.

COME LAVORO

Nelle mie attività adotto un modello biopsicosociale, che promuove un concetto nuovo di salute mentale teso alla realizzazione di sé mediante un approccio globale e integrato, che rispetta l’individuo nelle sue dimensioni biologica, psicologica e culturale. Questo si traduce in una rinnovata concezione della psicopatologia che non andrebbe più considerata come una deviazione biologica o un aspetto della persona indipendente dall’ambiente sociale e culturale, ma come un adattamento al contesto psicosociale. Ciò porrebbe dunque il paziente in una posizione attiva che apre al cambiamento, non relegandolo più ad un ruolo passivo e di rassegnazione. Così non sarebbe più la persona, ma l’adattamento ad essere patologico. Tale modello ha dunque il merito di allontanarsi da una impostazione riduzionistica per sottolineare invece la complessità umana e della salute mentale, valorizzando l’importanza dell’interdisciplinarità, non guardando più solo alla patologia in senso stretto, ma anche alle problematiche familiari, sociali, economiche, culturali che ne influenzano la sintomatologia e il decorso.

Come psicoanalista relazionale, nella pratica clinica faccio mia la teoria relazionale. Questo nuovo approccio si discosta dalla psicoanalisi classica o freudiana e consiste essenzialmente nel soppiantare le tradizionali teorizzazioni che si basavano sul concetto di “pulsione” con un nuovo paradigma che fa invece perno su quello di “relazione”.

Viene abbandonato il mito della mente isolata per affermare una concezione della mente relazionale. Ciò significa che la motivazione di certi comportamenti va ritrovata nell’esperienza relazionale precocemente interiorizzata e nella riproposizione di questi pattern anche in contesti differenti da quelli in cui sono stati appresi. Questo implica un nuovo modo di fare terapia, che ora si concentra maggiormente sull’interazione con il paziente. Capire come si organizza la relazione fra analista e paziente non solo aiuta a comprendere quelli che sono i principi che organizzano inconsciamente l’esperienza di quest’ultimo, ma anche ad avviare un preciso processo terapeutico.

A questo modello teorico lego quello della psicologia del Sé, che vede appunto il Sé come l’istanza psichica centrale dell’individuo, la sua coesione come un aspetto motivazionale basilare e l’empatia come metodo privilegiato di indagine. Inoltre offro ampio spazio al rapporto fra mentalizzazione (l’attività di comprensione del comportamento proprio ed altrui in riferimento a stati mentali come pensieri e sentimenti) e attaccamento (atteggiamenti e comportamenti che contribuiscono alla formazione delle relazioni).